l'artista

Lucia Romualdi

Attiva sin dalla fine degli anni Settanta nell’ambito della ricerca concettuale, e dopo una coerente e intensa fase di sperimentazione pittorica, dal 1989 Lucia Romualdi ha sviluppato la propria pratica in stretta simbiosi con i linguaggi musicali. Nel 1990 ha avviato una collaborazione con Franco Donatoni che, in dialogo con il suo lavoro, ha composto due celebri opere: Cloches II per due pianoforti (1990) e Feria IV per fisarmonica (1997). Ha inoltre collaborato con altri compositori contemporanei, tra cui Fausto Sebastiani, Ivan Fedele, Francesco De Gregori e il fisarmonicista Claudio Jacomucci, autore di Incantesimi 2023 per fisarmonica spazializzata (2023).

Un’analisi approfondita dell’opera di Romualdi rivela come l’intermedialità non rappresenti semplicemente un aspetto della sua pratica, ma una metodologia fondante che la rende pienamente contemporanea e profondamente coinvolgente. Le sue installazioni non si limitano ad abitare la soglia tra musica e arti visive; occupano piuttosto uno spazio intermedio preciso, generato dall’incontro tra linguaggio visivo, strutture verbali e altri media artistici, attraverso procedimenti affini al montaggio cinematografico, al teatro e, naturalmente, alla musica.

La collaborazione con i compositori è sempre stata centrale nel suo percorso: Romualdi ha concesso loro di intervenire all’interno di opere concepite non come il risultato di un genio individuale, ma come l’esito di un processo sinergico. Attraverso l’uso di codici numerici, diagrammi e tabulazioni, crea vere e proprie “partiture di luce” — fotogrammi stampati su acetato, modificati digitalmente e manualmente e infine presentati sotto forma di diapositive — che, tramite la proiezione, si trasformano in installazioni ambientali di forte impatto evocativo.

Le sue opere sono state presentate in importanti istituzioni d’arte contemporanea, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna (1999, 2010, 2011), il Palazzo delle Esposizioni (1993, 2000), il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci (1998), il MuHKA (2002) e il MAXXI (2016).

Una caratteristica distintiva della pratica di Romualdi è stata la scelta deliberata di spazi non convenzionali e non istituzionali. Tra questi figurano l’Aquarium Neapolitanum (1977–1992), le serre medicee di Rufina (1981), le camere d’acqua di Palazzo della Cancelleria a Roma (1992), il teatro del Palazzo delle Esposizioni (1993), il Mitreo della Basilica di San Clemente (1994), il chiostro delle monache agostiniane presso la Basilica dei Santi Quattro Coronati (1994), Cinecittà 2 a Roma (1994), la sala lettura del Teatro di Rieti (1995), l’Acquario di Roma (1995), la base per idrovolanti di Scalo de Pinedo a Roma (1995), la cantina di Bomarzo (1996), l’Osservatorio Astronomico di Roma (1998), il Orestiadi Festival (2000), il Castel dell’Ovo (2003), la sinagoga di Šamorín (2011), Forte Michelangelo (2013) e Sala Assoli a Napoli (2023).

Lucia Romualdi

Lucia Romualdi
ph Elisabetta Catalano

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