29 Apr 2026

Inaugurazione Archivio Lucia Romualdi

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Informazioni generali

info@archivioluciaromualdi.org

Inaugurazione dell’ ALR

Evento su invito

Il 15 maggio 2026 alle ore 17:30 la storica sede di via Nicotera, nel quartiere Prati, già sede dello studio dell’artista, apre al pubblico rinnovata nell’Archivio Lucia Romualdi (ALR), ente culturale senza scopo di lucro dedicato alla tutela, promozione e diffusione dell’opera dell’artista. Un progetto che si inserisce con decisione nel dibattito contemporaneo su archivi, conservazione e attivazione del patrimonio, proponendosi non solo come luogo di custodia, ma come dispositivo vivo di ricerca e produzione culturale.
L’Archivio raccoglie, cataloga e conserva l’intero corpus dell’opera di Lucia Romualdi – dipinti, installazioni, scritti, fotografie, audiovisivi, corrispondenza e materiali inediti – occupandosi della certificazione e dell’archiviazione ufficiale. Al centro, una ricerca artistica intermediale che attraversa arti visive, installazione, musica e scrittura, in un dialogo continuo tra segno, suono, luce e matematica.

Nel corso della serata, il fisarmonicista Pietro Paolo Antonucci eseguirà Feria IV, il complesso brano scritto per accordéon da Franco Donatoni nel 1997 in dialogo con l’installazione rasalhague a-b di Lucia Romualdi ed eseguito in prima assoluta da Claudio Jacomucci in occasione della mostra pas à deux al Museo Pecci di Prato (1998). Con questo brano l’ALR celebrerà anche l’amicizia tra Lucia Romualdi e il grande compositore.

L’inaugurazione della sede dell’Archivio sarà occasione per comunicare le attività, già avviate dall’inizio del 2025, che includono l’organizzazione di mostre ed eventi dedicati alla memoria dell’artista, ma anche l’apertura a nuove traiettorie di ricerca.


Vengono aperte le residenze per ricercatori di qualsiasi ambito disciplinare, secondo due programmi: ALR Studio Residency, finanziate tramite sponsor, e Studio Interludes/Passaggi in studio, offerte dall’ALR su invito a giovani artisti, curatori e ricercatori. Accanto a questo, l’Archivio inaugura anche la propriaattività editoriale con la presentazione della prima pubblicazione di Archivio Lucia Romualdi Edizioni, segnando un ulteriore passo verso la costruzione di un ecosistema culturale aperto e accessibile: Dire fare pensare. Interviste sull’opera di Lucia Romualdi, a cura di Angelica Speroni.

Per scelta, Lucia Romualdi ha sempre tenuto la propria ricerca lontana da logiche di spettacolarizzazione e sovraesposizione, costruendo un percorso rigoroso e indipendente. Oggi, proprio questa posizione rende la scoperta del suo lavoro ancora più urgente e significativa. L’apertura al pubblico del suo studio – per la prima volta accessibile – segna un momento eccezionale: un ingresso diretto nel cuore del suo processo creativo e della sua pratica intermediale, dove arti visive, suono, scrittura e struttura matematica si intrecciano in modo unico. La nascita dell’Archivio Lucia Romualdi si pone come atto decisivo per restituire piena visibilità e valore a un’opera complessa e sorprendentemente attuale, offrendo finalmente gli strumenti per una rilettura critica ampia e approfondita. Saremo lieti di accogliervi per condividere questo momento inaugurale e aprire insieme nuove prospettive di indagine sul suo lavoro.

Una nota su Feria IV

Feria IV è un brano per accordéon ed è la prima volta che Franco Donatoni compone per questo strumento. Si era innamorato di questo strumento sentendo una trascrizione del suo Feria III fatta da Claudio Jacomucci che racconta che «fu così entusiasta che promise di cercare un’occasione per poter scrivere un lavoro originale per sola fisarmonica». E l’occasione la trovò con Lucia Romualdi. Lei propose a Donatoni di comporre per questo strumento, e racconta che «lui non voleva perché pensava che fosse uno strumento troppo popolare per il mio lavoro». Donatoni si è poi ricreduto e ha composto per accordéon.

Commissionato a Donatoni dal museo Pecci di Prato nel 1997, su richiesta di Lucia Romualdi in occasione della sua grande personale pas à deux (1998), viene eseguito in prima assoluta da Claudio Jacomucci, in dialogo con l’installazione rasalhague a-b, allestita in tre sale del museo.

Pietro Paolo Antonucci, nato a Sapri nel 1991, nell’ottobre del 2016 si è diplomato in fisarmonica con 10 e lode sotto la guida del M° Francesco Gesualdi, presso il Conservatorio L. Refice di Frosinone. Nel 2019 ha conseguito con lode la laurea in Musica da camera presso lo stesso conservatorio.
Dal 2005 a oggi si è aggiudicato numerose vittorie in concorsi nazionali e internazionali. Il suo repertorio è caratterizzato dalla compresenza di musica antica e contemporanea. La sua attività concertistica vanta numerose esibizioni in istituzioni di prestigio, tra le più importanti: il Teatro Everest di Firenze, il Teatro de “I Macelli” di Certaldo, il Museo Novecento di Firenze, il Festival Di Musica Classica “Note tra i Calanchi” di Bagnoregio, l’associazione “Via Maggio” di Firenze, “Divertimento Ensemble” di Milano, la stagione “Résonance Contemporaine” di Bourg-en-Bresse, “Nuova consonanza” di Roma, la Scuola di musica di Fiesole, l’Istituto superiore di studi musicali Rinaldo Franci di Siena, l’Accademia Santa Cecilia di Roma, la Fondazione Flavio Vespasiano di Rieti, la Società Aquilana dei concerti “Bonaventura Barattelli”. Ha inciso per le etichette Ema Vinci, Stradivarius e Ars Spoletium.
È docente di fisarmonica presso il liceo musicale Carlo Pisacane di Sapri dal 2016.

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