per voce e marionette
un’opera sul concetto di intervallo
SALA ASSOLI 21/28 maggio 2023
21 maggio, ore 18 e ore 20
voce narrante: Franco Mazzi
musica Claudio Jacomucci, incantesimi 2023, per fisarmonica spazializzata
un lavoro politico sul concetto di intervallo
per voce e marionette
un prologo
tre atti quattro variazioni
e varie altre parti non esattamente definibili
Scritta durante la prigionia nei campi nazisti fra il 1943 e il 1945, la favola traspone su un piano poetico e fantastico memorie di guerra e affronta in forma di metafore temi quali il potere, le leggi razziali, la prigionia, il Nazismo, l’armistizio, la Liberazione.
Le Fate Sapienza, Bellona e Poesia, incaricate dal Mago Merlino di sostituirlo come padrino di battesimo, decidono, per eccesso di zelo, di triplicare il bambino in tre fratelli gemelli, ognuno dei quali eccellerà in un ideale: la Cultura, il Coraggio, l’Arte.
L’incantesimo porterà i tre prìncipi ad affrontare molte prove: l’incontro con l’Ombra, il segreto dell’Acqua, la filosofia del Numero, la lotta con l’Orco, fino a quando Merlino, stanco dei pasticci creati dalle Fate, deciderà di sciogliere la magia.
«Enigma 33, è un lavoro politico nomade e musicale sulla lontananza, una partitura di luce numerale e cinematica in variazione, un’opera sul concetto di intervallo che si apre alla memoria collettiva, raccontata a bambini e adulti dai pesci/ marionette e dalla barca “vagabondo” che se ne va per mare, accompagnata dalla fisarmonica spazializzata di Claudio Jacomucci e dalla voce narrante di Franco Mazzi che segnano il tempo e il ritmo del mare» (Lucia Romualdi).
Il titolo del lavoro è una citazione di “enigma” il dispositivo elettromeccanico, mascherato da macchina da scrivere e utilizzato dalle forze armate tedesche durante la seconda guerra mondiale per messaggi cifrati. Modificato più volte, enigma riuscì comunque a essere decodificato. L’installazione site–specific per la Sala Assoli, è prodotta da Studio Trisorio e Casa del Contemporaneo, con il sostegno di Seda, e sotto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.
La musica è realizzata con il supporto del Fonds Podiumkunsten, Performing Arts Fund NL.
notae
suoni del lavoro
in questo silenzio occupato, ho sentito, come artista, l’importanza, anche politica di riaprire il dialogo e lavorare intorno a una favola scritta durante la prigionia nei campi, che lascia memorie di guerra e di fantasia in modo poetico – darle anima, farne un lavoro musicale nomade raccontato dai pesci e dalla barca “vagabondo” che se ne va per mare –
riapro platea – nell’intervallo_op.K42°06 sull’intervallo di tempo e dello sguardo nel moto ondoso –
riapro i pesci –
i pesci diventano i personaggi della favola, marionette che navigano orizzontali, verticali – il mare non ha dimensione, sembra un luogo ma se ne va –
riapro la musica –




Ph: Luciano Romano
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