{"id":1115,"date":"2026-05-19T09:02:59","date_gmt":"2026-05-19T09:02:59","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioluciaromualdi.org\/?p=1115"},"modified":"2026-05-21T08:29:36","modified_gmt":"2026-05-21T08:29:36","slug":"arte-come-resistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioluciaromualdi.org\/en\/arte-come-resistenza\/","title":{"rendered":"Arte come (r)esistenza"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Arte come (r)esistenza<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Trialoghi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>a cura di Massimo Carboni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gioved\u00ec 4 giugno 2026 ore 17.30<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Archivio Lucia Romualdi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>via Nicotera 5, 00195<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gino Sabatini Odoardi e Marco Tirelli in dialogo con Massimo Carboni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Introduce Angelica Speroni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 il primo di una serie di incontri dal titolo \u201cArte come (r)esistenza\u201d, promossi e ospitati dall\u2019ALR e curati da Massimo Carboni, in cui la parola \u00e8 data agli artisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gli ospiti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gino Sabatini Odoardi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gino Sabatini Odoardi si&nbsp;\u00e8 diplomato al Liceo Artistico di Pescara e successivamente in Pittura all\u2019Accademia di Belle Arti dell\u2019Aquila discutendo una tesi in Estetica sulla fenomenologia del \u201cSilenzio\u201d con Massimo Carboni. Nel 2011 \u00e8 stato invitato alla 54\u00aa Esposizione Internazionale d\u2019Arte La Biennale di Venezia, Padiglione Italia (Arsenale).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni del liceo ha conosciuto il lavoro di Ettore Spalletti, docente di Ornato. Durante gli studi accademici, determinanti sono stati gli incontri con&nbsp;Fabio Mauri&nbsp;&#8211; con cui nel 1997 \u00e8 performer in&nbsp;<em>Che cosa \u00e8 il fascismo<\/em>, alla&nbsp;Kunsthalle Klagenfurt (Austria), e del quale sar\u00e0 in seguito assistente e con&nbsp;Jannis Kounellis, del cui Seminario-Laboratorio del 1998, a&nbsp;L&#8217;Aquila, a cura di&nbsp;Sergio Risaliti, \u00e8 allievo. Nel 2006 partecipa, inoltre, al workshop con&nbsp;Antoni Muntadas&nbsp;presso&nbsp;lo spazio \u201cViafarini\u201d, a cura di&nbsp;Gabi Scardi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i vari premi: nel 1999 riceve da Alfred Pacquement (Centre Georges Pompidou)&nbsp;<em>Le prix des Jeunes Cr\u00e9ateurs<\/em>&nbsp;all\u2019\u00c9cole Nationale Sup\u00e9rieure des Beaux-Arts di Parigi; nel 2005 ottiene la&nbsp;<em>Menzione Speciale<\/em>&nbsp;al Premio Celeste, a cura di Gianluca Marziani; Nel 2007&nbsp;risulta&nbsp;vincitore della&nbsp;IV\u00b0 edizione&nbsp;del Progetto DARC (Direzione Generale per l\u2019Architettura e l\u2019Arte Contemporanea), a cura di Daniela Fonti, per la realizzazione dell\u2019opera&nbsp;<em>Senza titolo con fantasmi,<\/em>&nbsp;con il sostegno del MAXXI Roma e la Facolt\u00e0 di Architettura di Valle Giulia; nel 2024 riceve il&nbsp;<em>Premio Speciale Rivista d\u2019Arte Segno<\/em>&nbsp;al 51\u00b0 Premio Sulmona, a cura di Ivan D&#8217;Alberto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2003, Lithos Edizioni, in occasione della mostra personale&nbsp;<em>A Boccaperta<\/em>&nbsp;al MLAC (Museo Laboratorio Arte Contemporanea) di Roma, ha pubblicato la monografia&nbsp;<em>Controindicazioni<\/em>, a cura di Simonetta Lux e Domenico Scudero. Nel 2010, Logos Edizioni ha pubblicato il catalogo monografico&nbsp;<em>Postumo al nulla<\/em>, curato da Massimo Carboni e Francesco Poli. Pi\u00f9 recentemente, nel 2023, Maretti Editore gli ha dedicato il volume&nbsp;<em>Tra le pieghe del dubbio<\/em>, con testi di Claudio Libero Pisano e Adriana Polveroni. In occasione della sua ultima mostra personale, tenutasi nello stesso anno a Ginevra presso la galleria Gowen Contemporary&nbsp;\u2013&nbsp;con cui collabora dal 2013&nbsp;\u2013&nbsp;la rivista&nbsp;<em>Segno<\/em>&nbsp;gli ha riservato la copertina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cTermoformatura in polistirene\u201d \u00e8 la definizione tecnica del procedimento sfruttato dall\u2019artista per realizzare gran parte dei suoi lavori, l\u2019appropriazione di questo processo materico rende la sua ricerca unica nel panorama italiano e internazionale. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private in Italia e all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricerca di Sabatini Odoardi si configura come una riflessione sull\u2019inconoscibilit\u00e0 del mondo attraverso temi universali come il tempo e il concetto di postumo, lo spazio, la memoria ma anche aree simboliche come il dogma (politico e religioso), il bicchiere \u2013 simbolo antisimbolico che negli anni l\u2019artista ha reiterato in infinite soluzioni \u2013 o la piega, spesso declinata nel drappo e nel panneggio, considerata dall\u2019artista \u00abun labirinto nomade senza finestre in grado di celare gli innumerevoli risvolti della vita, dove niente \u00e8 chiaro e rivelato\u00bb. Le opere affrontano i grandi enigmi dell\u2019esistenza con modalit\u00e0 sempre nuove dove segno, disegno, pittura, scultura e installazione si intersecano senza soluzione di continuit\u00e0, generando cortocircuiti dialettici tra forma e contenuto atti a forzare i limiti della rappresentazione. L\u2019intenzione, come dichiara l\u2019artista, \u00e8 quella di \u00abinsinuare il dubbio, rimettere in discussione la realt\u00e0, rompere gli equilibri su cui poggia la nostra cultura, in un gioco di specchi infiniti, in un continuo rimando senza risposta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2017 \u00e8 docente ordinario di Plastica Ornamentale e Tecniche Plastiche Contemporanee presso l\u2019Accademia di Belle Arti di Frosinone. Vive e lavora a Pescara.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.ginosabatiniodoardi.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">www.ginosabatiniodoardi.com<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Marco Tirelli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marco Tirelli nasce nel 1956 a Roma, dove vive e lavora. Inizia a esporre nella seconda met\u00e0 degli anni Settanta e, alla fine del decennio, stabilisce il proprio studio negli spazi dell\u2019ex Pastificio Cerere a San Lorenzo insieme agli artisti della cosiddetta Nuova Scuola Romana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni Ottanta partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia, nella sezione&nbsp;<em>Aperto 82<\/em>&nbsp;con una sala personale, avviando una presenza costante in rassegne internazionali come la XI Biennale&nbsp;<em>Trigon&nbsp;<\/em>\u2019<em>83<\/em>&nbsp;di Graz. In questo periodo instaura un rapporto continuativo con la galleria L\u2019Attico e sue opere entrano nelle collezioni di importanti istituzioni italiane, tra cui la Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Roma e la GAM di Torino. Espone inoltre in gallerie di rilievo come Bernier Gallery di Atene (1979), Annina Nosei Gallery di New York (1985) e Galerie Folker Skulima (1987).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli anni Novanta si aprono con la mostra all\u2019American Academy in Rome, dove una grande installazione di disegni \u00e8 posta in dialogo con i Wall Drawings di Sol LeWitt, seguita dalla partecipazione alla XLIV Biennale di Venezia con una sala personale. Nel corso del decennio prende parte a rassegne di primo piano come la Biennale di Sydney, la Biennale di San Paolo,&nbsp;<em>Prospect&nbsp;<\/em>\u2019<em>93<\/em>&nbsp;alla Kunsthalle di Francoforte e la XII Quadriennale di Roma, esponendo inoltre in sedi internazionali quali il Centre d\u2019Art Contemporain di Ginevra e il Palais Liechtenstein di Vienna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei primi anni Duemila la sua ricerca si estende alla dimensione ambientale: nel 2001 realizza un\u2019installazione site specific alla Fondazione Volume! e nel 2002 la Kunsthalle di Darmstad gli dedica una grande mostra antologica, successivamente presentata alla GAM di Bologna. In questo periodo espone anche in musei italiani quali il MART di Rovereto e il PAC di Milano. Del 2009 \u00e8 la realizzazione di grandi sculture per la Collezione Gori alla Fattoria di Celle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra il 2010 e il 2020 mostre personali sono ospitate dal Museo di Palazzo Fortuny di Venezia e dal MACRO di Roma, mentre progetti espositivi coinvolgono istituzioni quali il MAXXI di Roma e il Museo MADRE di Napoli. Nel 2013 presenta una vasta installazione per il Padiglione Italia curato da Bartolomeo Pietromarchi alla LV Biennale di Venezia e, nello stesso anno, espone dei lavori realizzati a quattro mani con Patti Smith sia all\u2019Auditorium Parco della Musica di Roma, che alla Triennale di Milano e presenta, all\u2019Accademia Tedesca di Villa Massimo, una mostra insieme a Bernd e Hilla Becher. Realizza inoltre significative mostre personali presso: la Fondazione Pescheria \u2013 Centro Arti Visive, Pescara (2014), il Mus\u00e9e d\u2019art moderne et contemporain, Saint-Etienne M\u00e9tropole (2017), la Axel Vervoordt Gallery, Hong Kong (2018), il museo House of Art di \u010cesk\u00e9 Bud\u011bjovice, Praga (2020).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni Venti del Duemila proseguono le esposizioni internazionali, tra cui le mostre personali del 2021 alla Cardi Gallery di Londra e alla Axel Vervoordt Gallery di Anversa. Le pi\u00f9 recenti sono: la partecipazione alla mostra&nbsp;<em>Metafisica\/Metafisiche<\/em>, inaugurata nel gennaio 2026 al Palazzo Reale di Milano e la grande mostra personale&nbsp;<em>Marco Tirelli. Anni luce&nbsp;<\/em>al Palazzo delle Esposizioni di Roma, inaugurata a marzo 2026. Le sue opere sono parte delle collezioni di numerosi musei e istituzioni nazionali e internazionali; tra queste,&nbsp;<em>Proteo<\/em>, realizzata alla fine del 2018 su commissione del MAXXI ed esposta in collezione dal 2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tirelli \u00e8 membro dell\u2019Accademia Nazionale di San Luca, di cui \u00e8 stato presidente per il biennio 2023\u20132024, e dell\u2019Accademia dei Virtuosi del Pantheon.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.marcotirelli.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">www.marcotirelli.com<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/archivioluciaromualdi.org\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/locandina_4giugno-683x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1117\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Arte come (r)esistenza<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trialoghi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">a cura di Massimo Carboni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>L\u2019atto di creazione \u00e8 sempre, in quanto tale, un atto di resistenza. Al potere, alla sopraffazione, alla disumanizzazione dell\u2019essere umano, questo essere indistruttibile continuamente distrutto. Una resistenza obliqua, indiretta, sotterranea, ma forse proprio per questo pi\u00f9 esplosiva nel tempo lungo della storia. Ma l\u2019arte dice davvero ancora oggi ad ogni cosa \u201cLazzaro alzati!\u201d, opponendosi alla sua caduta nell\u2019anonimato e nell\u2019indifferenza, redimendola cos\u00ec dal dolore del mondo? L\u2019arte \u00e8 tuttora un\u2019esperienza in cui ne va della nostra esistenza e del nostro destino di esseri umani, cio\u00e8 di animali simbolici? Di che cosa ne va oggi, autenticamente, nell\u2019arte contemporanea? Ne parlano due artisti ed un filosofo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><b>Massimo Carboni\n<\/b>&nbsp;<\/strong>si occupa da tempo dei rapporti tra filosofie e arti moderno-contemporanee. Tra le sue ultime opere:&nbsp;<em>Il genio \u00e8 senza opera;<\/em>&nbsp;<em>Malevich. L&#8217;ultima icona; Filosofia dell&#8217;Ombra; Elogio dell&#8217;esitazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.marcotirelli.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arte come (r)esistenza Trialoghi a cura di Massimo Carboni Gioved\u00ec 4 giugno 2026 ore 17.30 Archivio Lucia Romualdi via Nicotera 5, 00195 Gino Sabatini Odoardi e Marco Tirelli in dialogo con Massimo Carboni Introduce Angelica Speroni Questo \u00e8 il primo di una serie di incontri dal titolo \u201cArte come (r)esistenza\u201d, promossi e ospitati dall\u2019ALR e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1116,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"off","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-1115","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioluciaromualdi.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1115","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioluciaromualdi.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioluciaromualdi.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioluciaromualdi.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioluciaromualdi.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1115"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/archivioluciaromualdi.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1115\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1130,"href":"https:\/\/archivioluciaromualdi.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1115\/revisions\/1130"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioluciaromualdi.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1116"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioluciaromualdi.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioluciaromualdi.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioluciaromualdi.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}